Come No Man’s Sky è rinato

Molto spesso, in ambito di videogiochi, la qualità di un titolo viene valutata sul successo che riscuote nella prima settimana di lancio. Questa è la storia di un gioco che ha dimostrato che questo metro di valutazione è sbagliato, ed è diventato un simbolo di rinascita e riscatto. 

Un piccolissimo studio indipendente, Hello Games, nato da alcuni dissidenti che lasciarono la Electronic Arts e diventato relativamente famoso grazie a “Joe Danger” presenta nel 2013 al VGX un enorme sandbox spaziale, in cui ogni elemento è generato in modo randomico e procedurale, dalle piante agli animali fino alla composizione stessa dei pianeti. Il pubblico impazzisce. 

Nelle interviste successive all’annuncio, Sean Murray, fondatore dello studio e temporaneo addetto alle pubbliche relazioni, fa un sacco di promesse, molte delle quali non saranno mantenute al lancio. Promette, per esempio: 

  • Battaglie spaziali; 
  • Diverse fazioni in guerra; 
  • Pianeti con anelli (Tipo Saturno); 
  • Fiumi; 
  • Portali; 
  • Atterraggio su asteroidi; 
  • E molto altro… 

La cosa ovviamente aumenta ancora le aspettative. 

Nella primavera del 2016 vengono aperti i preordini, ad un prezzo di ben 60 dollari, cosa che fissa nella mente delle persone che il gioco sarebbe stato qualcosa di grande, perché per un prezzo del genere si vendono giochi sviluppati per molto di più da team molto più numerosi, supportati da aziende già affermate. 

Il 27 maggio del 2016, la Sony (che nel frattempo ha comprato l’esclusività temporale del gioco) dichiara che il gioco uscirà due mesi dopo quanto inizialmente comunicato. I fan iniziano a sospettare che lo sviluppo non stia procedendo così bene come si pensava, ma la cosa viene velocemente dissimulata e si continua ad aspettare il lancio… 

Lo sviluppo è, in effetti, un totale casino: Hello Games si è decisamente sovrastimata e stanno scoprendo troppo tardi di non essere in grado di creare il gioco che avevano promesso e che quindi non sarebbero stati in grado di consegnare un gioco con tutte le feature che avevano promesso. 

9 Agosto 2016. Dopo il lancio, le persone si iniziano ad accorgere che molte cose promesse mancano: niente battaglie spaziali, niente fazioni, niente portali, niente fiumi… In più, anche se diversi nei piccoli dettagli, dopo un po’ tutti i pianeti iniziano a sembrare uguali tra loro. Manca il multiplayer ed il gioco è pieno di bug che cancellano quel poco che era rimasto di poetico. Il gioco fa schifo, il pubblico vuole indietro i suoi soldi e improvvisamente Hello Games scompare dai social. Qualcuno inizia a pensare che siano scappati coi soldi. 

In realtà, il silenzio ha un motivo ben preciso: Sean Murray ha capito che in generale è meglio non fare promesse né anticipazioni, quindi mentre il team continua a lavorare sul gioco, preferisce non esporsi per non dare false speranze. 

Ed è in questo clima che tre mesi dopo esce Foundations, il primo aggiornamento del gioco, che porta nel gioco alcune delle sue promesse originali. Poi, silenzio di nuovo. A marzo del 2017, Pathfinder esce, e il team inizia a riaprire i propri canali social. Attualmente sono usciti 13 aggiornamenti completamente gratuiti e il numero dei giocatori si è stabilizzato intorno ai 10mila contemporanei

Quest’anno il gioco ha vinto il Game Award come miglior “Ongoing Game”, ovvero miglior gioco che ancora sta lì, che ancora viene amato e che ancora viene rifornito di aggiornamenti e patch varie. 

No man’s sky è diventato un simbolo di rinascita nel settore e tuttora quando un titolo va male si pensa sempre a una rinascita “alla No Man’s Sky”. Ora lo studio di sviluppo sta iniziando a lavorare ad altro, pur mantenendo un occhio fisso sul gioco.

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