Frida Kahlo

La troviamo su magliette, murales, illustrazioni di ogni tipo, le sue opere sono diventate icona del Messico contemporaneo, la sua vita icona del ‘900

Frida Kahlo, all’anagrafe Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón, è stata una famosa pittrice messicana vissuta nel ‘900 che, diciamocelo, non ha avuto una vita molto facile.

Frida è nata a Coyaocán, che si trova oltre la periferia di Città del Messico, nel 1907. Suo padre era un fotografo tedesco di nome Carl Wilhelm Kahlo, naturalizzato messicano col nome di Guillermo Kahlo Kaufmann. Sua madre invece, Matilde Calderón y Gonzalez, era una benestante messicana di origini spagnole e amerinde.

Frida era affetta da spina bifida, patologia che inizialmente fu scambiata dai suoi genitori per poliomielite, dato che anche sua sorella minore ne era affetta. Studiò al Collegio Aleman, una scuola tedesca, e dato che inizialmente aspirava a diventare medico si iscrisse alla Escuela Nacional preparatoria.

Il 17 settembre 1925 un terribile evento segnò la sua vita: tornando a casa da scuola salì su un autobus che pochi minuti dopo si schiantò contro un tram, causandole danni gravissimi. Frida si spezzò la colonna vertebrale in tre punti nella regione lombare, si frantumò il collo del femore e le costole, la gamba sinistra riportò ben 11 fratture, il passamano dell’autobus le trafisse l’anca sinistra, la spalla sinistra restò lussata e l’osso pelvico spezzato in tre punti. In seguito a questo incidente Frida subì 32 operazioni, e una volta dimessa dall’ospedale fu costretta a tenere il busto ingessato e a restare a letto.
Data la sua situazione di immobilità iniziò a leggere molti libri sul movimento comunista e a dipingere. Il suo primo autoritratto lo regalò ad Alejandro Gómez Arias, uno studente di diritto e giornalista, di cui Frida era molto innamorata. A Frida piaceva molto dipingere se stessa e perciò i genitori le regalarono un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto e dei colori. Quando potè togliere il gesso e iniziare a camminare di nuovo, anche se con dolori che dovette sopportare tutta la sua vita, ormai dipingere era diventata la sua ragion d’essere, e così per contribuire finanziariamente alla sua famiglia decise di far vedere i suoi dipinti a Diego Riviera, un pittore rinomatissimo dell’epoca.

Frida Kahlo, Self-Portrait with Thorn Necklace and Hummingbird
Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust

Diego rimase colpito dalla sua arte e dal suo particolare modo di dipingere, così decise di prenderla sotto la sua ala, inserendola nella scena politica e culturale messicana. Frida si iscrisse al Partito Comunista Messicano nel 1928, e intanto si innamorò di Diego. Alla fine, per quanto per Diego fosse il terzo matrimonio e lei sapesse che prima o poi lui l’avrebbe tradita, loro si sposarono nel 1929. In quegli anni a Diego furono commissionati dei lavori negli Stati Uniti, tra cui l’affresco su un muro all’interno del Rockefeller Center, così Frida andò in America con lui.

Julien Levy, Frida Kahlo, New York, 1938
Vicente Wolf Photography Collection – Philadelphia Museum of Art

Nel periodo di soggiorno a New York lei rimase incinta, solo che ebbe un aborto spontaneo, molto probabilmente per l’inadeguatezza del suo fisico. Questo evento la turbò moltissimo, così tornò in Messico insieme al marito, e lì decisero di abitare in due case diverse collegate da un ponte per avere i propri spazi da artisti.

Nel 1939 divorziarono perchè Diego tradì Frida con sua sorella, Cristina Kahlo. Anche se lei non perdonò mai del tutto il marito, quando Diego un anno dopo tornò da lei dicendole di amarla ancora, con una proposta di matrimonio un seconda volta, Frida accettò. Si sposarono a San Francisco lo stesso anno. Suo marito la introdusse all’arte naïf, per questo lei dipinse ritratti ispirati all’arte popolare e a quella precolombiana.

Frida raccontò della storia d’amore con Diego nel suo diario, e sempre in questo lei parlò degli amanti che ebbe durante la storia. Alcuni degli amanti di Frida, sia maschi che femmine, erano personaggi illustri dell’epoca, come Lev Trockij, un rivoluzionario russo, o Aleksandra Kollontaj, che era andata in Messico come ambasciatrice di Mosca.

Frida nel 1953 fu costretta da un’infezione ad amputare la gamba destra, e morì l’anno seguente per embolia polmonare, ovvero l’ostruzione completa o parziale di uno o più rami dell’arteria polmonare. Venne cremata e le sue ceneri attualmente si trovano nel Museo Frida Kahlo, che prima della sua morte era la sua casa. Le ultime parole che scrisse sul suo diario sono:

“Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più.”

Dopo tutto quello che ha passato, come darle torto. Fin dall’adolescenza Frida è sempre stata uno spirito libero e coraggioso, riluttante verso le convenzioni della società, una donna emancipata per il suo tempo, e a questo si deve sicuramente tutto il successo che ha avuto: il fatto di non dipendere da nessuno infatti le ha dato modo di vivere la sua vita solo secondo le sue scelte, cosa che tutti dovrebbero fare.

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