Marie Curie è rock?

“La vita non è facile per nessuno di noi. E allora? Noi dobbiamo perseverare e soprattutto avere confidenza in noi stessi. Dobbiamo credere che siamo dotati per qualcosa e che questa cosa deve essere raggiunta.”

Marie curie

Prima scienziata donna famosa nel mondo, prima donna a vincere un premio Nobel, unica donna ad averne vinti due ma anche unica persona al mondo ad averli vinti in due campi scientifici diversi e persona eccezionale in tutto e per tutto: Marie Curie, all’anagrafe Maria Salomea Skłodowska, è stata la scienziata che in collaborazione con suo marito Pierre ha scoperto due elementi della tavola periodica, il radio e il polonio, e ha effettuato numerosi studi sulla radioattività.

Il ritratto Forces of Nature: Marie Curie fa parte di una serie di ritratti dedicati a donne della scienza proposti dal Perimeter Institute, istituto di ricerca canadese che promuove la ricerca nella fisica, nella scienza in genere, e la sua divulgazione. I poster sono disponibili gratuitamente per le scuole con indicazioni sui formati di stampa.

Ma partiamo dal principio: Maria è nata a Varsavia nel 1867.
Era la sorella minore di cinque fratelli: aveva tre sorelle, Bronislawa, Zofia, Helena, e un fratello, Jozef. Li amava tutti moltissimo, ma purtroppo vide la più grande, Zofia, morire per tifo a soli quattordici anni.
I genitori di Maria, Wladislaw e Bronislawa, erano rispettivamente un insegnate di fisica e una docente. Quest’ultima, che era affetta da tubercolosi, venne a mancare nel 1876, due anni dopo Zofia.

Questi anni per Maria furono molto difficili, ma non segnarono più di tanto il suo modo di vivere. Si diplomò al ginnasio di Varsavia, ottenendo anche la medaglia d’oro, come il padre, e dopo il diploma non andò subito all’università ma fece un anno di vacanza, come premio per gli obiettivi
raggiunti in quegli anni. Dopo questo anno sabbatico Maria non poté iniziare subito i suoi studi universitari perché il padre aveva usato tutti i risparmi di una vita per cercare di far curare la malattia della moglie
invano, e quindi cedette il suo posto all’università alla sorella maggiore Bronia (diminutivo di Bronislawa).

Intanto Maria andò a lavorare come istitutrice per un paio di anni e promise al padre che una volta finito quel lavoro sarebbe andata a vivere con lui. Solo che sua sorella Bronia, che intanto si era laureata in medicina alla Sorbona, che a quei tempi era l’unica università che ammetteva nei suoi corsi anche le donne, le chiese se voleva andare a Parigi da lei per poter conseguire gli studi universitari. Bronia l’avrebbe ospitata a casa sua, le servivano solo i soldi per l’iscrizione alla Sorbona. Allora a quell’offerta Maria non poté rinunciare e partì subito per Parigi con un treno in quarta classe, sciogliendo la promessa che aveva fatto al padre.

Si laureò prima in fisica e poi anche in matematica, e intanto conobbe Pierre, il suo futuro marito. Con lui collaborò nei suoi molteplici studi riguardanti la radioattività e sempre con lui vinse un premio nobel nel 1903 per la fisica. Dopo essersi sposata con Pierre Curie, Maria aquisì il suo cognome ed è per questo motivo che tutti noi oggi la conosciamo come Marie Curie. Purtroppo Marie con Pierre ebbe solo undici felici anni di matrimonio, perchè Pierre nel 1906 morì investito da una carrozza, lasciando lei vedova e orfane le due figlie Irene e Ève.

Marie riuscì sempre a rimanere forte, nonostante le sue perdite, e anche a rimanere umile davanti alla gloria. Infatti non volle mai trarre profitto dalle sue ricerche scientifiche: ciò venne dimostrato dal suo comportamento quando si scoprì che il radio aveva anche benefici medici. Lei non brevettò il procedimento per ottenere questo elemento, anzi, lo rese pubblico a tutto il mondo scientifico.

Marie morì a Sancellemoz nel 1934 perchè era affetta da anemia aplastica dovuta alle radiazioni emanate dagli elementi che utilizzava per i suoi esperimenti, un anno prima che sua figlia Irene vincesse il premio nobel per la chimica con suo marito Frédéric Joliot.

La storia di Marie Curie deve essere di ispirazione per tutte le ragazze, ma anche per i ragazzi, che pensano di non essere abbastanza, di non essere in grado di fare qualcosa o di essere deboli.
Marie ci insegna che si deve passare sopra le difficoltà per poterne uscire campioni, e solo in quel modo si può andare avanti: se Marie davanti a tutte le cose brutte che le sono capitate nella vita si fosse arresa, ora la storia della scienza contemporanea non sarebbe la stessa.

Per tutti questi motivi e per altri, bisogna che ognuno di noi trovi in se stesso la Marie Curie che a quei tempi in cui si pensava che le donne fossero adatte solo a svolgere i lavori domestici è riuscita a vincere due meritatissimi premi Nobel e ad avere una vita degna del genio che è
stata.

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