Un autore per domarli tutti

Il re del fantasy

J. R. R. Tolkien – É nato in sudafrica, il 3 gennaio 1892. Il suo nome completo è John Ronald Reuel Tolkien. A 3 anni si è trasferito in Inghilterra, per motivi di salute della madre, ma il padre non li raggiunse perchè morì di febbri reumatiche. Negli anni che seguirono si trasferirono varie volte, per motivi economici si ritirò dalla scuola King Edwards per iscriversi alla St. Philips.

Nel 1903, vinse una borsa di studio alla King Edwards stessa. Nel 1904, la madre raggiunse il marito nel regno dei morti, il giovane Tolkien nel frattempo aveva ereditato dalla donna la passione per le lingue e le leggende e le fiabe antiche.

Scoppiata la guerra, nel 1915 si arruolò volontario nei Lancashire Fusiliers, poco prima di partire per il fronte, il 22 marzo 1916, si sposò con Edith Bratt. Tornato dalla guerra, da cui era stato dimesso perchè si era ammalato, collaborò alla stesura dell’Oxford English Dictionary. Finita la guerra proseguì gli studi all’Exeter College, conseguendo nel 1919 il titolo di Master of Arts. Nel 1921 divenne docente di Lettere all’università di Leeds e continuò a scrivere e a perfezionare i suoi Racconti perduti e il suo linguaggio inventato.

Nel 1925 venne nominato professore di filologia anglosassone all’Università di Oxford.

È di questi anni la sua profonda amicizia con C. S. Lewis, autore delle Cronache di Narnia; insieme fondarono il circolo degli Inklings, di cui fu membro anche Charles Williams. Nel 1945 gli venne affidata la cattedra di lingua inglese e letteratura medievale del Merton College, dove insegnò fino al suo ritiro dall’attività didattica avvenuto nel 1959.

Specializzato nel dialetto medievale dell’Inghilterra centro-occidentale, di cui era originaria la sua famiglia, traduce e commenta molti testi antichi di importanza letteraria riconosciuta. Fu soprattutto tra il 1920 e il 1930 che scrisse nuovo materiale e perfezionò quello già prodotto negli anni precedenti a partire dal 1917, gettando le basi del legendarium.

Morì all’età di ottantuno anni, il 2 settembre del 1973, due anni dopo la morte di Edith. Sono sepolti insieme nel cimitero di Wolvercote, nei sobborghi di Oxford. Come segno del suo attaccamento alla sua opera decise di fare scolpire sulla lapide della moglie il nome Lúthien e sulla sua il nome Beren, protagonisti della romantica storia Beren e Lúthien.

Sulla vita di Tolkien è possibile leggere anche una graphic novel: Tolkien-rischiarare le tenebre.

Il signore degli anelli

The Lord of the Rings è un romanzo high fantasy epico scritto da J. R. R. Tolkien e ambientato alla fine della Terza Era nell’immaginaria Terra di Mezzo. Scritto a più riprese tra il 1937 e il 1949, fu pubblicato in tre volumi tra il 1954 e il 1955 nonché tradotto in trentotto lingue ed ha venduto oltre 150 milioni di copie che lo rendono una delle opere letterarie di maggior successo del XX secolo.

La narrazione comincia dove si era interrotto un precedente romanzo di Tolkien, Lo Hobbit, e l’autore usa lo stratagemma dello pseudobiblium, un libro immaginario nominato come vero per collegare le due storie: entrambi i romanzi sono, nella finzione della narrazione, una trascrizione di un volume immaginario,

il Libro Rosso dei Confini Occidentali, un’autobiografia scritta a quattro mani da Bilbo Baggins, protagonista de Lo Hobbit, e dal nipote e cugino Frodo, il protagonista del Signore degli Anelli.

Questo secondo romanzo, tuttavia, si inserisce in un’ambientazione di più ampio raggio rispetto a quella del primo, costretto dai limiti della fiaba per bambini, attingendo a quel vasto corpo storico, mitologico e linguistico creato ed elaborato dall’autore nel corso di tutta la sua vita.

Il Signore degli Anelli racconta della missione di nove Compagni, la Compagnia dell’Anello, partiti per distruggere il più potente Anello del Potere, un’arma che renderebbe invincibile il suo malvagio creatore Sauron se tornasse nelle sue mani, dandogli il potere di dominare tutta la Terra di Mezzo.

Il romanzo, composto da tre volumi, ha esercitato nel tempo un profondo influsso culturale e mediatico, ottenendo attenzioni e apprezzamenti sia da parte di critici, autori e studiosi, sia da parte di semplici appassionati, che hanno dato vita a innumerevoli gruppi e associazioni culturali, come le varie società tolkieniane sparse in tutto il mondo.

La trilogia ha ispirato e continua ad ispirare libri, videogiochi, illustrazioni, fumetti, composizioni musicali, ed è stata adattata più volte per la radio, il teatro ed il cinema (come nel caso della famosa trilogia di film diretti da Peter Jackson).

“La lingua ha rafforzato la fantasia e al tempo stesso attraverso di essa si è fatta più libera. Chi potrebbe dire se il libero aggettivo ha creato immagini belle e bizzarre o se invece l’aggettivo è stato liberato nello spirito da strane, singolari e bellissime immagini?”
J.R.R. Tolkien

L’Elfico

Tolkien ha creato ben dieci lingue e molti alfabeti per sviluppare il mondo della Terra di Mezzo. Nella trilogia di Peter Jackson, gli appassionati hanno potuto per lo più ascoltare il Sindarin, la lingua parlata dagli elfi come Legolas o Arwen.

Quenya

Una delle lingue che ha inventato Tolkien è il Quenya. Questa è la lingua su cui disponiamo di più materiale. Si può addirittura studiare! Sul web si trovano molti documenti per imparare la grammatica di questa lingua che, sinceramente, è molto complessa. Di seguito un link per informarsi sul Quenya, origine e curosità: https://lotr.fandom.com/it/wiki/Quenya

Cirth(rune elfiche)

Le Cirth sono un alfabeto artificiale ideato Tolkien. È descritto nell’introduzione del libro Lo Hobbit ed è una rivisitazione dell’alfabeto fuþorc. Le rune, all’interno di Arda (l’universo inventato da Tolkien) sono utilizzate per le iscrizioni dei nani e dagli elfi parlanti Sindarin. Secondo la mitologia tolkieniana le Cirth sono state ideate da Daeron, menestrello del re Thingol. Tuttavia con l’avvento delle Tengwar di Fëanor, ben più evolute, le Cirth caddero in disuso. Vennero in seguito adottate dai nani che le utilizzarono per trascrivere il Khuzdul(altra lingua inventata da tolkien). L’alfabeto è formato da una sessantina di rune.

l Sindarin

Il Sindarin (detto anche Grigio Elfico) è una lingua artificiale di Arda. Fu il linguaggio elfico più comunemente parlato nella Terra di Mezzo durante la Terza Era.

Il Sindarin condivide con il Quenya le Eldarin, e le due lingue hanno molti termini simili. Il Sindarin è generalmente più mutevole dell’altra lingua, e ne esistono numerosi dialetti, parlati dalle varie etnie della Terra di Mezzo. Nel Doriath il Sindarin era considerata la più alta e nobile forma di linguaggio.

Tolkien originariamente pensò che il linguaggio che poi si sarebbe chiamato Sindarin avrebbe dovuto essere parlato dai Noldor. Ma più tardi cambiò idea, e decise di farne la lingua dei Sindar. Per questa ragione in qualche vecchio manuale, come le Etimologie, questa lingua è chiamata Noldorin.

Quando “Noldorin” diventò “Sindarin”, la lingua riprese molto da quello che in un primo momento Tolkien immaginò essere il linguaggio “indigeno” del Beleriand, quello parlato dai Teleri non partiti per Aman: le Ilkorin.

Tolkien basò il suono e parte della grammatica del Sindarin sulla lingua gaelica, riprendendo molte mutazioni tipiche del linguaggio celtico (specialmente il brittonico). Inoltre il linguaggio risente molto degli influssi delle lingue germaniche, essendo Tolkien uno studioso di antico inglese, norreno e gotico. Prima che i Noldor tornassero nella Terra di Mezzo, il Sindarin era scritto con le Cirth, ma dopo questo evento si cominciarono ad usare normalmente le Tengwar(1).

1: Le tengwar sono un sistema di scrittura artificiale, ideato da John Ronald Reuel Tolkien come sistema di trascrizione dei principali Linguaggi di Arda. Tolkien utilizzò le tengwar per trascrivere la lingua inglese; in effetti, la maggior parte degli usi di tengwar da parte di Tolkien contemplano la trascrizione dell’inglese.

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